Conformismo o anticonformismo? Politicamente corretto o Politicamente incorretto?
“Io conosco il segreto per far credere all’americano medio tutto ciò che desidero. Datemi soltanto il controllo della televisione… mettete qualsiasi cosa in televisione ed essa diventa realtà. E se il mondo esterno alla TV contraddice le immagini, la gente inizierà a modificare il mondo per adeguarlo alle immagini della TV…”
(Hal Becker, “esperto” di media e consulente del management per The Futures Group, intervista del 1981)
(Hal Becker, “esperto” di media e consulente del management per The Futures Group, intervista del 1981)
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lunedì 19 aprile 2010
Il PROBLEMA delle 30 parole
Quest'immagine raccoglie le 30 parole più citate nella relazione alla direzione del segretario provinciale del PD di Ravenna Alberto Pagani .
La relazione mi è piaciuta. Mi piacerebbe anche interagire..., ma è un PROBLEMA...rischio di fare 31.
venerdì 16 aprile 2010
Il mare è grosso
E' mezzodì del giorno dopo lo strappo di Fini.
Il dibattito politico in casa ex PDL (?) è in una fase che ricorda una crisi di governo alle porte. Comunicati, minacce, convocazioni, convocazioni_2, distinguo, conta dei numeri, precisazioni, rassicurazioni...
Il dibattito politico in casa ex PDL (?) è in una fase che ricorda una crisi di governo alle porte. Comunicati, minacce, convocazioni, convocazioni_2, distinguo, conta dei numeri, precisazioni, rassicurazioni...
sabato 10 aprile 2010
Il Re è nudo... per l'ennesima volta
Il vertice Berlusconi Sarkozy è andato a buon fine. Ginapiero Martinotti lo descrive come sobrio, concreto e produttivo.
Bene.
La Francia ci venderà la tecnologia atomica ed in cambio i prossimi G8-G20 vedranno l'Italia ed in particolare Berlusconi come "associati particolari". Non è dato a capire cosa si intende nello specifico il virgolettato, se non una visibilità di primo piano per il nostro Presidente del Consiglio.
La cosa sottolineata da Martinotti ed in particolare da Repubblica è però un'altra intenzione del nostro Premier:
"Riuscirò con la televisione a vincere le paure degli italiani"
Il sipario si è aperto per il secondo atto perché sempre su Repubblica leggiamo la news che Berlusconi è "pronto al ricorso referendario per la promulgazione delle riforme costituzionali".
E' chiaro che la recente mappatura regionale, con conseguente riequilibrio nella conferenza Stato Regioni, consente un controllo forte di indirizzo governativo sostenuto dalla forza mediatica delle retrovie.
Il Re è nudo per l'ennesima volta: "Posso fare il bene dell'Italia perché con il controllo dei media riesco ad educare i miei cittadini".
Bene.
La Francia ci venderà la tecnologia atomica ed in cambio i prossimi G8-G20 vedranno l'Italia ed in particolare Berlusconi come "associati particolari". Non è dato a capire cosa si intende nello specifico il virgolettato, se non una visibilità di primo piano per il nostro Presidente del Consiglio.
La cosa sottolineata da Martinotti ed in particolare da Repubblica è però un'altra intenzione del nostro Premier:
"Riuscirò con la televisione a vincere le paure degli italiani"
Il sipario si è aperto per il secondo atto perché sempre su Repubblica leggiamo la news che Berlusconi è "pronto al ricorso referendario per la promulgazione delle riforme costituzionali".
E' chiaro che la recente mappatura regionale, con conseguente riequilibrio nella conferenza Stato Regioni, consente un controllo forte di indirizzo governativo sostenuto dalla forza mediatica delle retrovie.
Il Re è nudo per l'ennesima volta: "Posso fare il bene dell'Italia perché con il controllo dei media riesco ad educare i miei cittadini".
giovedì 8 aprile 2010
Il mito dell'armata rossa nell'era dell'advocacy advertising
Un mio amico, si amico, da anni e anni la mena con l'Armata Rossa e i cosacchi a cavallo sbeffeggiando chi è di sinistra. Da quando Gianpaolo Pansa poi ha scritto il ciclo "dei vinti", si sente così realizzato e così sdoganato che la sua litania sfocia spesso in un'antipatia manifesta per molti, e una simpatia tiepida per altri. Per tutti è un rompicoglioni come un gatto che si attacca alle palle.
L'armata rossa con il simbolo del cosacco a cavallo è evocata come quell'entità del male che l'Italia è riuscita a sconfiggere. Riconoscendone la grandezza, la potenza, l'antidemocraticità del controllo diretto dei commissari politici (come se un esercito possa mai essere stato democratico) riesce sempre a ricordare lo scampato pericolo e a mettere in guardia contro il comunismo, il socialismo, la sinistra, i democristiani approdati nel bipolarismo alla moderazione riformista, ai verdi, agli ambientalisti in poche parole a tutti quelli che non si riconoscono in Berlusconi come capo supremo e al suo Credo.
La sua tecnica di comunicazione, anche se lui ne è inconsapevole, si chiama l'advocacy advertising. Puntualizzo che non è solo una propaganda politica, o perlomeno non lo diventa fino a quanto uno non lo conosce bene perché gli si è attaccato ai marroni per due o tre volte con le solite menate. A quel punto è impossibile per chiunque non riconoscerne il personaggio, catalogabile in un sfegatato qualunque, tipico delle curve.
Nei suoi discorsi incomincia sempre piano. La prende da lontano come se non volesse esaurirsi subito con gli effetti speciali delle sue solite analisi. Costruisce un sostegno, una propugnazione al finale che immancabilmente distingue i buoni dai cattivi, i giusti dai bugiardi, il bene dal male, Berlusconi e i comunisti... Vuole fare chiarezza, deve chiudere ogni eventuale controversia che normalmente si crea in una discussione. Deve sempre essere chiaro che esiste solo una verità: l'Armata rossa è sconfitta.
Ecco il mio amico ha creato un nuovo mito.
L'armata rossa con il simbolo del cosacco a cavallo è evocata come quell'entità del male che l'Italia è riuscita a sconfiggere. Riconoscendone la grandezza, la potenza, l'antidemocraticità del controllo diretto dei commissari politici (come se un esercito possa mai essere stato democratico) riesce sempre a ricordare lo scampato pericolo e a mettere in guardia contro il comunismo, il socialismo, la sinistra, i democristiani approdati nel bipolarismo alla moderazione riformista, ai verdi, agli ambientalisti in poche parole a tutti quelli che non si riconoscono in Berlusconi come capo supremo e al suo Credo.
La sua tecnica di comunicazione, anche se lui ne è inconsapevole, si chiama l'advocacy advertising. Puntualizzo che non è solo una propaganda politica, o perlomeno non lo diventa fino a quanto uno non lo conosce bene perché gli si è attaccato ai marroni per due o tre volte con le solite menate. A quel punto è impossibile per chiunque non riconoscerne il personaggio, catalogabile in un sfegatato qualunque, tipico delle curve.
Nei suoi discorsi incomincia sempre piano. La prende da lontano come se non volesse esaurirsi subito con gli effetti speciali delle sue solite analisi. Costruisce un sostegno, una propugnazione al finale che immancabilmente distingue i buoni dai cattivi, i giusti dai bugiardi, il bene dal male, Berlusconi e i comunisti... Vuole fare chiarezza, deve chiudere ogni eventuale controversia che normalmente si crea in una discussione. Deve sempre essere chiaro che esiste solo una verità: l'Armata rossa è sconfitta.
Ecco il mio amico ha creato un nuovo mito.
domenica 4 aprile 2010
L'alfabetizzazione del web 2.0: il nuovo CREDO
Dopo il revisionismo storico della resistenza, la nuova interpretazione politico sociale della storia contemporanea repubblicana ora è il momento di un nuovo CREDO.
Il fenomeno a cui stiamo assistendo è l'alfabetizzazione del web 2.0 "dell'ufficio relazioni con il suddito" della Struttura Delta. La campagna, gridata con un bel titolone, è ben esemplificata da questo articolo sul Giornale: SILVIO DISCUTE CON TUTTI di Vittorio Macioce.
Per una corretta e pacata analisi, consiglio l'articolo di L. Annunziata su Punto Informatico: La politica e la conversazione dall'alto.
Il fenomeno a cui stiamo assistendo è l'alfabetizzazione del web 2.0 "dell'ufficio relazioni con il suddito" della Struttura Delta. La campagna, gridata con un bel titolone, è ben esemplificata da questo articolo sul Giornale: SILVIO DISCUTE CON TUTTI di Vittorio Macioce.
Per una corretta e pacata analisi, consiglio l'articolo di L. Annunziata su Punto Informatico: La politica e la conversazione dall'alto.
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