Un mio amico, si amico, da anni e anni la mena con l'Armata Rossa e i cosacchi a cavallo sbeffeggiando chi è di sinistra. Da quando Gianpaolo Pansa poi ha scritto il ciclo "dei vinti", si sente così realizzato e così sdoganato che la sua litania sfocia spesso in un'antipatia manifesta per molti, e una simpatia tiepida per altri. Per tutti è un rompicoglioni come un gatto che si attacca alle palle.
L'armata rossa con il simbolo del cosacco a cavallo è evocata come quell'entità del male che l'Italia è riuscita a sconfiggere. Riconoscendone la grandezza, la potenza, l'antidemocraticità del controllo diretto dei commissari politici (come se un esercito possa mai essere stato democratico) riesce sempre a ricordare lo scampato pericolo e a mettere in guardia contro il comunismo, il socialismo, la sinistra, i democristiani approdati nel bipolarismo alla moderazione riformista, ai verdi, agli ambientalisti in poche parole a tutti quelli che non si riconoscono in Berlusconi come capo supremo e al suo Credo.
La sua tecnica di comunicazione, anche se lui ne è inconsapevole, si chiama l'advocacy advertising. Puntualizzo che non è solo una propaganda politica, o perlomeno non lo diventa fino a quanto uno non lo conosce bene perché gli si è attaccato ai marroni per due o tre volte con le solite menate. A quel punto è impossibile per chiunque non riconoscerne il personaggio, catalogabile in un sfegatato qualunque, tipico delle curve.
Nei suoi discorsi incomincia sempre piano. La prende da lontano come se non volesse esaurirsi subito con gli effetti speciali delle sue solite analisi. Costruisce un sostegno, una propugnazione al finale che immancabilmente distingue i buoni dai cattivi, i giusti dai bugiardi, il bene dal male, Berlusconi e i comunisti... Vuole fare chiarezza, deve chiudere ogni eventuale controversia che normalmente si crea in una discussione. Deve sempre essere chiaro che esiste solo una verità: l'Armata rossa è sconfitta.
Ecco il mio amico ha creato un nuovo mito.
Conformismo o anticonformismo? Politicamente corretto o Politicamente incorretto?
“Io conosco il segreto per far credere all’americano medio tutto ciò che desidero. Datemi soltanto il controllo della televisione… mettete qualsiasi cosa in televisione ed essa diventa realtà. E se il mondo esterno alla TV contraddice le immagini, la gente inizierà a modificare il mondo per adeguarlo alle immagini della TV…”
(Hal Becker, “esperto” di media e consulente del management per The Futures Group, intervista del 1981)
(Hal Becker, “esperto” di media e consulente del management per The Futures Group, intervista del 1981)
Pagine
Visualizzazione post con etichetta Credo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Credo. Mostra tutti i post
giovedì 8 aprile 2010
domenica 4 aprile 2010
L'alfabetizzazione del web 2.0: il nuovo CREDO
Dopo il revisionismo storico della resistenza, la nuova interpretazione politico sociale della storia contemporanea repubblicana ora è il momento di un nuovo CREDO.
Il fenomeno a cui stiamo assistendo è l'alfabetizzazione del web 2.0 "dell'ufficio relazioni con il suddito" della Struttura Delta. La campagna, gridata con un bel titolone, è ben esemplificata da questo articolo sul Giornale: SILVIO DISCUTE CON TUTTI di Vittorio Macioce.
Per una corretta e pacata analisi, consiglio l'articolo di L. Annunziata su Punto Informatico: La politica e la conversazione dall'alto.
Il fenomeno a cui stiamo assistendo è l'alfabetizzazione del web 2.0 "dell'ufficio relazioni con il suddito" della Struttura Delta. La campagna, gridata con un bel titolone, è ben esemplificata da questo articolo sul Giornale: SILVIO DISCUTE CON TUTTI di Vittorio Macioce.
Per una corretta e pacata analisi, consiglio l'articolo di L. Annunziata su Punto Informatico: La politica e la conversazione dall'alto.
Iscriviti a:
Post (Atom)

